In fuga da Sangin

L’ospedale di Emergency a Lashkargah, nella provincia meridionale di Helmand, sta ricevendo da ieri mattina una nuova ondata di civili feriti. “Abbiamo già ricoverato quindici persone, di cui otto bambini”, riferisce il personale medico dell’ong italiana. “Altri nove pazienti sono stati curati in pronto soccorso. Dicono di provenire dal distretto di Sangin e di essere rimasti feriti durante un raid aereo della Nato compiuto da elicotteri sul villaggio di Sarevan Qala. In questi ultimi giorni l’attività militare qui in Helmand è molto intensa: stanotte abbiamo sentito decine di aerei ed elicotteri che sorvolavano la città”.

L’Isaf aveva messo le mani avanti. Questa mattina, fonti afgane locali riportate dall’agenzia Reuters avevano riferito la notizia di settanta civili uccisi in un raid aereo delle forze Nato, proprio a Sangin. Notizia per ora non confermata dal governo di Kabul.
Curiosamente, ieri sera i comandi Isaf avevano diramato un comunicato nel quale mettevano in guardia contro un’azione di propaganda che i talebani avrebbero messo a segno denunciando una falsa strage di civili. “Fonti attendibili riferiscono che gli insorti stanno preparando una denuncia propagandistica che parla di 70 civili nell’area di Sangin”.

La strage infinita. Sangin, a nord di Lashkargah, è la stessa località dove lo scorso 20 agosto i carri armati britannici avevano aperto il fuoco contro una festa di matrimonio uccidendo e ferendo decine di civili.
Le uccisioni di civili afgani durante operazioni delle forze alleate sono in continuo aumento e stanno mettendo in serio imbarazzo lo stesso governo di Kabul. Proprio nella capitale, questa mattina centinaia di persone sono scese in piazza per protestare contro la morte di due bambini, una donna e un uomo, uccisi la scorsa notte nel corso di un raid delle forze Nato alla periferia orientale di Kabul.

Da Peace Reporter 01-09-2008                                                     di Enrico Piovesana

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