Torino, emergenza bandiere bruciate. Tricolore compreso.

Si consiglia vivamente la visione integrale del video sulla Lega, la violenza, l’incoerenza e la scarsissima memoria di tutti gli italiani. Quattro di loro saranno Ministri della Repubblica Italiana.

Una sera di primavera, nel giorno consacrato alla festa dei lavoratori, cammini per strada con uno o due amici. Fumi una sigaretta, parli, ridi, scherzi… o forse discuti di cose serie, di cose che ti fanno soffrire. Forse hai problemi di lavoro, o con la fidanzata. Oppure semplicemente racconti ciò che farai domani, giorno qualunque da vivere in una città che qualunque non è. A un tratto qualcuno ti dice roba del tipo… “Ehi codino di merda! Dammi una sigaretta!” Tu ovviamente non ci stai. Rispondi. E scatta qualcosa che nessuno poteva pensare. Altre parolacce. poi spintoni, poi pugni. C’è chi finisce per terra, chi si rialza, e chi non fa in tempo a rialzarsi: troppi calci in testa. Troppo forti. E così ti ritrovi a vivere un domani che non arriverà mai. Tu dormi. Il domani arriva e passa, e così il dopodomani e il giorno dopo ancora, arrivano e passano. Per tutti, ma non per te. Tu sei rimasto solo in un turbine di buio e di morte. Fino a quando le tue condizioni diventano da disperate a definitive. Non c’è più nulla da fare. Sei caduto vittima dalla violenza assurda e becera di un quintetto di ragazzi belli, ordinati e di buona famiglia. tranquilli, lavoratori, rispettosi. Un paio di loro somigliano a un paio di amici di colui che scrive questo pezzo.
Ma perchè l’hanno fatto? Era premeditato tutto? Erano dei fascisti che volevano fare il culo a un comunista? O più semplicemente erano dei violenti balordi che volevano fare a botte? Al momento ancora non si sa. I giornali parlano di ragazzo massacrato dai naziskin. Nell’eventualità, c’è qualcuno (tipo il neo-presidente della camera) che va baldanzoso in una trasmissione (tipo “Porta a Porta”) e fa dichiarazioni (tipo che una bandiera bruciata è molto peggio di un ragazzo morto a calci). Da Verona, con la forza della sua autorevolezza e della sua professorale eloquenza, imbocca l’autostrada Serenissima per dirigersi dritto dritto a Torino. Parla di bandiere, di centri sociali, antisemitismo. Poi la sinistra (a proposito, quante sono ora le sinistre? Uno ce la fa ancora a contarle con una mano sola?) si incazza, manda il comunicato, e il finissimo presidentissimo, dice che i due fenomeni non sono paragonabili. Giusto. Giustissimo. Dico di più. Chi se ne frega se questi cinque sono o no fascisti. Se lo fossero, la destra dovrebbe riflettere. Anche la sinistra, che quando si tratta di menare non ha nulla da imparare. Se non lo fossero, la destra doverebbe riflettere. E anche la sinistra. Dovrebbero riflettere su una bella cittadina, piena di storia, fonte di ispirazione per opere letterarie senza tempo. Dovrebbero riflettere su un intero paese preoccupato dall’invasione degli immigrati. Un paese dove l’immigrata, se le va male, fa la puttana, e se le va bene pulisce il culo alla nonnina, il cui nipote, esce la sera…. picchia… e uccide.

One Response to “Torino, emergenza bandiere bruciate. Tricolore compreso.”

  1. Con un ministro delle riforme come bossi e una ampia delegazione leghista al governo, si che rideremo.. :-((

    Indiano
    http://indiano1983.blogspot.com/

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