Le ragioni del NO DAL MOLIN. Il nuovo sindaco di Vicenza promette di ascoltare i cittadini. Staremo a vedere.
La maggioranza dei cittadini di Vicenza non vuole l’allargameno della base militare. Persino gli elettori della Lega Nord non la vogliono. Altrimenti non si spiegherebbe il successo elettorale del PD a Vicenza, roccaforte della destra. Il precedente sindaco è stato cacciato per questa ragione. Perché non ha voluto ascoltare l’esigenza di una popolazione che supplicava di essere ascoltata. E’ stato punito e ce ne compiaciamo. Il nuovo sindaco Achille Variati farà decidere ai cittadini. Almeno così ha detto. Noi staremo a guardare.
Con il referendum si capirà davvero chi vuole la base, o meglio quanti la vorranno. A quel punto il neo-governo Berlusconi, post-fascista e post-P2, dovrà ascoltare. Perché la libertà del popolo della libertà passa attraverso la voce della gente. E libertà dagli americani è pur sempre libertà.
Speriamo che il premier in pectore apprenda qualcosa dal suo mentore-salvatore Bettino Craxi, finito politicamente a monetine, ma di fatto l’unico con quel residuo di coraggio che gli permise di opporre i carabinieri alla Delta Force a Sigonella.
Apprendiamo da Wikipedia le ragioni del NO.
La nuova base andrebbe a consolidare gli altri insediamenti statunitensi già presenti sul territorio vicentino come la Caserma Ederle e la base site Pluto di Longare dove in passato furono stipate anche testate missilistiche nucleari. Andrebbe ad insediarsi nella zona nord di Vicenza, confinante con il comune di Caldogno nell’attuale aeroporto Dal Molin di Vicenza che dovrebbe servire agli USA per riunire la 173^ Brigata aviotrasportata e diventare così, secondo il Pentagono, la base logistica più importante dell’esercito statunitense in Europa, soprattutto per le azioni belliche in Medioriente: La 173^ Airborne Brigade, attualmente dislocata tra Vicenza, Aviano (Pordenone) e la Germania, si trasformerebbe in una Unità d’Azione, pronta in poche ore a trasferirsi nei vari scenari di guerra
- Militarizzazione della città. A Vicenza e provincia vi sono già troppe basi e impianti militari (la Caserma Ederle, Site Pluto a Longare, la base al Tormeno, i magazzini a Torri di Q.lo, la housing area a Vicenza Est, …) incluso il quartier generale della Gendarmeria Europea. Tutto questo in una città di 110 mila abitanti.
- Protezione del territorio. L´area interessata alla costruzione della base è una vasta area verde completamente circondata dalla città, di circa 500.000 mq (che potrebbero diventare 1.250.000 mq se si considera anche l’aeroporto stesso).
- Perdita della sovranità territoriale e nazionale con conseguente perdita delle opportunità per un diverso sviluppo: l’intera area militarizzata (comprese le basi esistenti) sarà superiore in estensione alla stessa zona industriale di Vicenza e bloccherebbe definitivamente lo sviluppo della città.
- Impatto urbano. Saranno costruiti approssimativamente 600.000 metri cubi, equivalenti a 1.900 appartamenti di 100 mq ciascuno.
- Impatto sociale. La nuova base darà alloggio ad ulteriori 2.000 soldati con le loro famiglie a cui si aggiungeranno i dipendenti civili della base. Questo porterà ad un incremento di 15.000 persone della popolazione della città.
- Impatto ambientale. La base richiederà alti consumi energetici (acqua, energia elettrica) a basso costo (privi di accise, iva, … a carico dei contribuenti). Secondo alcune stime accreditate i consumi della nuova base sarebbero pari agli attuali consumi di circa 30 mila vicentini. In particolare ci sarà un fortissimo aggravio per la falda idrica vicentina.
- Impatto economico. L’eventuale aumento di posti di lavoro nella base non compenserà la perdita per la città, stimata in tredici anni, di almeno 360 milioni di euro. Problemi di sicurezza: a Vicenza vi sono stati già in passato problemi di convivenza con la popolazione: risse e casi di violenze sulle donne da parte dei soldati statunitensi.
Rialzati, Vicenza. Menomale, ora c’è Silvio.
Ulteriori documenti www.nodalmolin.it
Dossier del comitato NO DAL MOLIN contenente i dettagli delle ragioni del NO
200706_dossier_nodalmolin [file *.pdf, 2.5 MB]
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